E il Cuore sognò di essere capito ascoltato e accettato pur nella sua forma fragile ma tenace…

Chi sono

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10 Risposte

  1. Le fate scalze posano i loro pensieri con passo lieve…
    quasi timorose di disturbare…
    Danzano nel vento, donando emozioni…
    lasciando una scia luminosa nell’aria
    e dolci melodie nell’Anima di chi legge…
    Pace e gioia assaporo in questo spazio appena nato…
    A presto… un sorriso…
    Dani

    26 aprile 2011 alle 23:09

  2. nel mio girovagare, molto, molto tempo fa, trovai una Fata Scalza in un altro bosco…
    chissà se è la stessa…dal modo di scrivere direi di si…

    28 aprile 2011 alle 18:42

  3. Ciao Fata Scalza, ho ricambiato la tua visita, anche se speravo di trovare qualcos’altro per conoscerti un pochino.
    Ma almeno adesso so dove passare per vedere tue notizie, nel mentre mi sto ascoltando una bella suonata di violino?
    A presto!

    5 maggio 2011 alle 09:14

  4. E allora credevo bene, le fate esistono…
    Luisa

    8 maggio 2011 alle 20:07

  5. sempreiocry

    TU ..SEI TU….

    13 maggio 2011 alle 15:42

    • si questo è vero cry… e non cambierò mai… anche a dispetto di ogni cosa… se mi vb devo restare cm sono… nel bene e nel male! A te grazieeeeee
      Un abbraccio

      13 maggio 2011 alle 15:52

  6. ciao questo blog e’ nominato per il blog of the year 2012

    http://suavesolidade.wordpress.com/2012/11/29/blog-of-the-year-award-2012/
    tanti auguri

    29 novembre 2012 alle 11:33

    • Io sono basita… non ho mai vinto nulla e mai stata nominata…
      non posso fare altro che ringraziare ed al più presto ricambiare.
      Per quanto, sia stata nel mio silenzio, in questi tempo, ricevere visite anche da parte di chi mi conosce appena… mi riempie di gioia!
      Per cui grazie, grazie, grazie… a presto!
      Patrizia

      29 novembre 2012 alle 22:55

  7. fausto

    Giornate perdute nel niente, ore affogate nella noia, interessi meschini e banali, affanni e lotte per cose senza domani…
    La capacità di capire e accettare le situazioni che la vita ci presenta può essere veramente difficile, ed è in fondo un percorso che non termina mai. Siamo abituati a correre, ad inseguire gli obiettivi che ci siamo posti e a non fare pause mentre siamo intenti a raggiungerli. C’è poco spazio per riflettere su ciò che accade, con il risultato che possiamo incontrare amarezza e tristezza.
    Un’immagine che mi accompagna è quella della natura, in cui, a mio parere, in qualche modo possiamo veder riflessa la nostra esperienza e davanti alla quale possiamo trovare un po’ di quella pace tanto cercata. Perciò nella gioia penso al sole, i bambini mi ricordano i fiori, e così via. Anche il dolore trova posto in questa corrispondenza: quando penso al dolore, penso al vento. Non si può sapere di preciso da dove provenga l’aria che ci colpisce, né sappiamo dove andrà a finire. Tutti, da bambini, ce lo siamo chiesto almeno una volta, così come di fronte al dolore ci poniamo tutti le stesse domande: chi ha voluto la morte di una persona cara? Dov’è adesso? Ha un senso la mia sofferenza?
    Una cosa è certa: quando il vento è davvero forte, al punto da piegare o sradicare gli alberi delle nostre certezze e dei nostri progetti, non si può riprendere la vita del giorno precedente, si avverte che qualcosa è cambiato in profondità e spesso non sappiamo cosa sia meglio scegliere, perché il nostro cuore possa risollevarsi.
    Non ci sono ricette, non c’è una prassi di sicuro effetto da seguire.
    Credo che nella dimensione più profonda il dolore sia un mistero. Non condivido la posizione di chi pensa al male come ad una punizione, o come effetto di una casualità, o solo come prova da superare per una non meglio chiara felicità futura.
    Solo due cose ci possono aiutare quando il nostro cammino è così in salita da farci pensare di non farcela: la speranza è la prima.
    Sperare non è dire: “Chissà che domani succeda qualcosa, e che si possa dimenticare”… Non sarebbe possibile, né umano. Sperare è credere che il dolore, anche il più forte, abbia un senso, che magari non conosciamo, ma che c’è e ci aiuta a pensare che quanto accade non sia frutto del caso. Il dolore di chi cerca di avere questa consapevolezza non è meno intenso, le lacrime scorrono comunque sul viso; diversa è la fiducia che si pone nel domani, che ha un senso nonostante l’oggi.
    La seconda è l’amore. Troppo spesso ci ricordiamo tardi della preziosità delle persone, di quanto siano importanti, e il rimpianto di quanto avremmo voluto fare ci appesantisce il cuore. Chi ama davvero sa guardare alle difficoltà senza perdere di vista la gioia vissuta, è grato per averla sperimentata, non cede alla tentazione di credere che tutto sia al capolinea.
    Alle persone che soffrono non facciamo mai mancare la nostra presenza, ma non facciamoci prendere dalla voglia di usare troppe parole: se in noi saranno presenti speranza e amore, se ne accorgeranno; se rimarremo compagni di viaggio e non solo accompagnatori nel dolore, forse, in un momento che non sappiamo prevedere, la speranza rinascerà.

    SULLE SPINE DELLA VITA

    di Fausto Corsetti

    13 agosto 2017 alle 19:31

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